Impara a possederti

Essere in contatto col proprio corpo un principio guida dell’analisi e della pratica bioenergetica.

La persona che non si trova in contatto con il proprio corpo proietta i propri problemi addosso agli altri o ne ricerca la soluzione in un cambiamento radicale della società. Più una persona è emozionalmente disturbata, più è lontana dal contatto con il proprio corpo.

Il fine dell’analisi bioenergetica e della relativa pratica è quello di riportare la persona in contatto con le relazioni fondamentali della propria esistenza: quella con l’ambiente in cui vive e quella col terreno su cui si regge.

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La rabbia

Ogni muscolo cronicamente teso è un muscolo arrabbiato, dato che la rabbia è la reazione naturale alla restrizione coatta e alla perdita della libertà” (Lowen 1994,16).

La rabbia quindi, per Lowen nasce come risultato della restrizione alla nostra spontaneità, restrizione che facciamo per sopravvivere alle minacce che percepiamo provenire dal mondo esterno. La repressione della rabbia sfocia nella repressione dell’amore: infatti reprimere i sentimenti è un processo mortificante che indebolisce la pulsazione interna del corpo, la sua vitalità e la sua eccitazione. Se si reprime un sentimento, si reprimono, in qualche misura, anche tutti gli altri.

Cos’è la rabbia in bioenergetica

Lowen considera la rabbia nella sua qualità di risposta organismica alle frustrazioni che riceviamo dall’ambiente. La sua posizione è una estensione della posizione reichiana che riteneva che lo sviluppo della nevrosi fosse direttamente collegato al blocco, nel bambino, della sua capacità di esprimere rabbia quando qualcosa minaccia l’integrità della personalità.

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Quanto la relazione d’aiuto può portare al cambiamento

Quante volte ci siamo detti”… ma no, non lo posso fare, chissà come reagirà , mi lascerà, si arrabbierà, non mi parlerà più, ectect….” e quanto questo ha condizionato il nostro proposito di “… eh no, questa volta gli dirò veramente come la penso, gli spiegherò ciò che sento” e chissà quanti altri esempi, rinunciando così ad esprimere ciò che sentivamo per il timore di perdere l’altro, di essere rifiutati, esclusi e, alla fine, scartati. Ed è proprio in questo che il counseling ci può essere di aiuto, di sostegno.

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Amarsi per essere amati

Molto spesso nei colloqui di counseling è frequente sentire racconti che hanno come tema comune l’essere bravi, il comportarsi bene nei confronti degli altri per il timore di…..” forse non essere accettati? essere rifiutati, esclusi? non essere amati ? Esploriamo questa tematica in ambito lavorativo.

E’ il caso di Virgilio (nome di fantasia) che viene per un consulto raccontando il timore di perdere il lavoro a causa di un collega con cui non sa come interagire, come comportarsi in particolare quando costui…

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