Le Allergie si possono curare a tavola

Le Allergie si possono curare a tavola

Attacchi d’asma, raffreddore, occhi rossi e brucianti, mal di testa. In primavera per sempre più persone il risveglio della natura coincide col risveglio di un’allergia che può prolungarsi fino al termine dell’estate. Sul bando degli imputati soprattutto i pollini, che nel periodo della fioritura iniziano a disperdersi nell’aria e vengono respirati. Molti non se ne accorgono nemmeno, mentre altri iniziano ad avvertire sintomi, fastidiosi quando addirittura insopportabili, segnale esterno di uno stato infiammatorio che coinvolge soprattutto l’apparato respiratorio.

Ecco allora lo spray al cortisone o l’assunzione quotidiana di antistaminici.
E se invece una scrupolosa attenzione all’alimentazione potesse di per sé non solo alleviare i sintomi ma svolgere anche una funzione terapeutica?

I meccanismi delle allergie

Nei pollini, ma anche negli alimenti, sono presenti delle particelle chiamate antigeni che quando entrano nel corpo possono scatenare una reazione particolare da parte del sistema immunitario, il quale comincia a produrre anticorpi IgE tipici dell’allergia. Sul momento potrebbe non accadere nulla, ma il corpo ha memoria: ecco che l’anno seguente, rientrando in contatto con le medesime sostanze che hanno scatenato la prima reazione immunitaria, le IgE si comportano come scintille poste accanto a delle vere polveriere, vale a dire le cellule del sistema immunitario piene d’istamina. I sintomi allergici non tardano a farsi sentire ma in molti casi, quando coesiste un’intolleranza alimentare, il livello d’infiammazione può essere subito ridotto da una accurata dieta a rotazione, studiata secondo i bisogni individuali. Così facendo, nel giro di 2-3 anni è possibile far diminuire in modo consistente la sintomatologia allergica primaverile.

Cross reattività tra allergeni inalati e alimenti

La sensibilizzazione ad alcuni frutti e vegetali è associata alla sensibilizzazione ad altri alimenti appartenenti o alla stessa famiglia botanica o a famiglie differenti. Questo fenomeno viene chiamato “cluster” di ipersensibilità e riguarda, ad esempio, i seguenti alimenti:

  • Nocciola, noce, noce brasiliana, mandorle tra di loro ed in combinazione con noci, e frutti con nocciolo- Frutti con nocciolo tra loro e in combinazione con pera e mela;
  • Mela e pera;
  • Kiwi e avocado;
  • Patata e carota;
  • Prezzemolo e sedano;
  • Pomodoro e arachide (fam. differenti).

Nelle persone affette da allergia a pollini si possono presentare sintomi allergici all’ingestione di alimenti vegetali quali frutta, verdura e spezie per effetto di allergeni cross-reattivi presenti nei pollini e negli alimenti. Le principali cross-reattività sono riportate nelle tabelle 1, 2.

Foto: from Pixabay.com

Fabry

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