Vinci lo stress, l’ansia, l’insonnia, la rabbia, la difficoltà di concentrazione, con la Meditazione.

Vinci lo stress, l’ansia, l’insonnia, la rabbia, la difficoltà di concentrazione, con la Meditazione.

“L’obiettivo non è cercare di cambiare nulla, ma essere consapevoli del desiderio di cambiarlo e quindi vedere se possiamo semplicemente rilassarci e stare bene con esso anche se non cambia. Stiamo cercando di calmare la tempesta, o stiamo cercando di trovare la pace nella tempesta? ” – Taraniya Ambrosia

Praticare una meditazione, di qualsiasi forma o scuola, potrebbe essere la tua medicina a costo zero. Questa pratica antica non migliora solo lo stato d’animo, ma produce cambiamenti fisici misurabili e tangibili nel corpo. All’inizio degli anni ’70 il neurofisiologo Robert Keith Wallacefu il primo scienziato ad avviare una ricerca scientifica sulla meditazione e scoprì a livello profondo che la pratica apportava variazioni alla res

Praticare una meditazione, di qualsiasi forma o scuola, potrebbe essere la tua medicina a costo zero. Questa pratica antica non migliora solo lo stato d’animo, ma produce cambiamenti fisici misurabili e tangibili nel corpo.

All’inizio degli anni ’70 il neurofisiologo Robert Keith Wallacefu il primo scienziato ad avviare una ricerca scientifica sulla meditazione e scoprì a livello profondo che la pratica apportava variazioni alla respirazione,al battito cardiaco, al consumo di ossigeno e alla produzione di onde cerebrali alfa che normalmente avvengono dopo un sonno di almeno sei ore.

Nel 1979 Jon Kabat-Zinn, presso l’Università del Massachusetts Medical School, sviluppò una pratica chiamata Stress Reduction and Relaxation Program (Programma per la Riduzione dello Stress e per il Rilassamento), basata su concetti del buddismo Zen; in seguito chiamata Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) -Riduzione dello Stress attraverso l’Attenta Consapevolezza, dove lo studio dell’approccio buddista fu proposto con un orientamento scientifico[1]. Quest’approccio fu adottato da molteplici cliniche mediche che ne comprovarono il beneficio sulla memoria, sull’attenzione, ansia e depressione.

Da qual momento in poi, si sono succeduti negli anni molteplici studi che hanno evidenziato come la meditazione influisce positivamente sulla:

  • riduzione dei valori infiammatori. Uno studio effettuato da un team di ricerca dell’Università della California ha evidenziato che praticare per trenta minuti al giorno per otto settimane riduce la risposta infiammatoria[2] migliorando il sistema immunitario;
  • abbassamento della pressione sanguigna ovvero il rilassamento generato dalla pratica dilata i vasi sanguigni e di conseguenza fa abbassare la pressione[3],[4];
  • riduzione dello stress cognitivo e dell’ansia in quanto la meditazione influisce sulla buona salute dei telomeri del DNA.  Questo è il risultato pubblicato, nel 2009, dal premio Nobel Elizabeth Blackburn[5] che evidenzia inoltre la funzione anti-invecchiamento della pratica meditativa;
  • riduzione della quantità di cortisolo presente nel corpo umano e quindi dei processi infiammatori che causano le malattie. Per chi non lo sapesse il cortisolo è l’ormone dello stress. Quando il cortisolo è presente con un valore alto[6] è responsabile di processi infiammatori che portano alla manifestazione di dolori muscolari, di stomaco, di testa, insonnia, ansia, nervosismo e disattenzione.

Gli studi della dott.ssa Sara Lazar[7] hanno evidenziato che con la meditazione si riducono tutte le tensioni psicofisiche e viene migliorata l’attività della corteccia cerebrale, favorendo cosi’ una maggior concentrazione, focalizzazione  e presenza.

Uno dei risultati principali degli studi sulla meditazione è il miglioramento della qualità della vita che si traduce in più momenti di contentezza  e creatività.

Prendiamoci cura di noi stessi , sperimentiamo la meditazione.

Periodicamente ci ritroviamo in gruppo per la pratica meditativa che comunque utilizzo, a volte, anche durante gli incontri di counseling.

Per informazioni: scrivi@fabriziafinotto.it


[1]Jeff Wilson, Mindful America: The MutualTransformation of BuddhistMeditation and American Culture, Oxford University Press, 2014, p.35.

[2]https://www.alzheimer-riese.it/contributi-dal-mondo/ricerche/2039-la-meditazione-riduce-la-solitudine-e-linfiammazione-conseguente.html; https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0889159112001894?via%3Dihub

[3]https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28384004

[4]https://www.bidmc.org/about-bidmc/news/relaxation-response-may-reduce-blood-pressure-by-altering-expression-of-a-set-of-genes-1(dr_RandyZusman, direttore del programma ipertensione del Massachusetts general hospital)

[5]https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3057175/

[6] Escludendo gravi patologie conclamate

[7]https://scholar.harvard.edu/sara_lazar/our-research

Photo by Juan chavez on Unsplash

Fabry

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